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Quanto costerà “il muro di Trump” e quanto inciderebbe sull’economia americana?

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I fondi per costruire il muro voluto da Trump saranno garantiti dalla tassa del 20% sulle importazioni dal Messico. Ma che ripercussioni avrà sull’economia americana?

Il neo presidente Donald Trump  ha deciso di imporre una tassa del 20% sui prodotti importati dal Messico per finanziare la costruzione del muro che si ergerà sul confine meridionale degli Stati Uniti. Guardando ai rapporti commerciali tra i due Paesi, l’imposta, nel giro di un anno, potrebbe garantire le entrate necessarie per realizzare l’opera. Ma quanto inciderebbe tutto ciò sulle aziende ed i consumatori USA?

Innanzitutto c’è da dire che la bilancia commerciale tra i due paesi è negativa poiché gli Stati Uniti importano più di quanto esportano. I dati elaborati dal United States Census Bureau, rilevano che nel 2016 l’America ha acquistato oltre il suo confine meridionale merci per 270 miliardi di dollari, vendendone per poco meno di 212 dollari. Ne deriva un saldo negativo di poco inferiore ai 59 miliardi.

Intanto, proprio in questi giorni, un portavoce del presidente Trump ha dichiarato che i fondi per la costruzione del muro saranno ricavati da una tassa del 20% sulle merci importate dal Messico. Confrontando i dati del 2016, il gettito dovrebbe attestarsi sui 54 miliardi di dollari. Tuttavia, la domanda principale è: quanto costerà il muro?

Durante la campagna elettorale Trump parlava di una cifra compresa tra i 5 e i 10 miliardi di dollari, importo facilmente ricavabile dall’imposta del 20%. Ma, considerando le dimensioni del muro, i costi delle materie prime e della manodopera, la società di consulenza finanziaria Bernstein ha stimato in 15 miliardi il prezzo della costruzione. Nessun problema neanche in questo caso, poiché, in un anno l’amministrazione americana sarà in grado di reperire i fondi per costruirlo. Ma ad una sola condizione ossia se, e solo se, i rapporti commerciali tra il Nord e il Sud del confine rimangono immutati.

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Tuttavia, in un’economia di mercato, non è necessario che le aziende Usa continuino a servirsi dei soli fornitori messicani pagando il 20% in più. Sicuramente si rivolgeranno a quei sche non impongono un aumento dei dazi per costruire il muro lungo il confine. Quindi, eccetto il Canada, in qualsiasi parte del mondo. Ma che cosa importano gli Stati Uniti dal Messico? Secondo i dati elaborati dall’ Observatory of Economic Complexity, riferiti al 2014, ciò che riporta l’immagine sottostante.

Si tratta di merci per un valore totale di 292 miliardi di dollari. La cifra più importante, (8,9% del totale), è riferita al petrolio raffinato. Molto consistente anche quella di auto, con 21,6 miliardi rappresenta il 7,4% delle esportazioni dal Messico verso gli Usa. Seguono poco meno di 10 miliardi di frutta e verdura, in particolare pomodori e frutti tropicali e 8 miliardi di prodotti alimentari. Nel 2014 gli americani hanno consumato birra per un valore pari a 2,3 miliardi di dollari.

Tutti questi prodotti finiranno per costare il 20% in più alle aziende che le importano negli Stati Uniti. Ma saranno queste a farsi carico dei costi o li scaricheranno sui consumatori? Secondo quanto riportato dal quotidiano americano Usa Today è molto più probabile la seconda ipotesi. “La tariffa ipotizzata dalla Casa Bianca non solo distruggerà il commercio del Texas con il suo principale partner, ma aumenterà i prezzi per i consumatori su molti beni”, ha dichiarato il deputato democratico texano Lloyd Doggett, il quale ha aggiunto: “E non finisce qui, perché bisogna capire come reagirà il Messico”.

Intanto, subito dopo l’annuncio ufficiale della tariffa, il presidente messicano Enrique Pena Nieto ha annullato la visita di Stato negli Usa. E’ il primo passo verso altre rivalse in termini commerciali? Se il Messico dovesse decidere di inasprire la tassazione sul made in Usa, a essere colpite sarebbero le aziende produttrici dei beni di cui sopra.

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L’industria metalmeccanica, che nel 2014 ha esportato in Messico merci per 53 miliardi di dollari è quella che risentirebbe di più. Inoltre, se  le aziende messicane cercheranno altri fornitori, la prima a pagare le conseguenze delle politiche del nuovo presidente sarà la classe lavoratrice che in Michigan e Ohio hanno totalmente appoggiato Trump e che potrebbero ben presto lamentarsi della scelta politica del nuovo inquilino della Casa Bianca.

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