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L’Africa si prepara al turismo sostenibile

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Tecnologia, formazione, sicurezza e rispetto per l'ambiente sono alcune delle sfide che si prepara ad affrontare il continente africano.

Il continente africano si prepara al turismo sostenibile

I 1.200 milioni di turisti che ogni anno vanno in giro per il mondo possono rappresentare un problema o un’opportunità, secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). La questione è particolarmente difficile per i paesi africani, che vogliono scommettere su questo settore in crescita, considerato come base per lo sviluppo sostenibile; allo stesso tempo si presentano enormi sfide legate alla tecnologia, alla creazione di posti di lavoro dignitosi, alla cura dell’ambiente e alla partecipazione e coinvolgimento di donne e giovani.

Dopo l’inaugurazione dell’Anno Internazionale per lo Sviluppo del Turismo Sostenibile durante la 37 ° Fiera Internazionale del Turismo (Fitur) tenutasi a Madrid, l’OMT e Casa Africa hanno unito le loro forze, per l’ottavo anno consecutivo, organizzando il Forum degli Investimenti e del Business Turistico in Africa (Investour), (tenutosi lo scorso gennaio). All’evento, hanno partecipato 21 rappresentanti del settore, che hanno cercato di affrontare, durante le tavole rotonde e i vari incontri, questioni chiave quali la tecnologia e le risorse umane.

Il peso dell’Africa nel settore globale dei viaggi oggi è del 5%, nonostante gli ostacoli che si sono presentati nel corso degli ultimi anni, come la crisi innescata nel 2014 dallo scoppio dell’ Ebola in alcuni paesi o per gli attacchi terroristici che hanno colpito soprattutto il nord del continente e la sua zona occidentale.

Il turismo nel suo complesso è cresciuto ad un tasso del 3,9% nel 2016, nel continente africano l’incremento è stato dell’8%. La percentuale sale all’11%, considerando le zone dell’Africa sub-sahariana, secondo l’ultimo barometro dell’ OMT. Si prevede che entro il 2030 il flusso di turisti triplicherà, e ciò potrebbe portare alla creazione di potenziali posti di lavoro per i giovani (saranno 830 milioni entro il 20150) alla ricerca di nuove opportunità.

Di seguito alcune delle sfide che deve affrontare l’Africa per unirsi al carrozzone del turismo sostenibile:

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Tecnologia

Le modalità di fare turismo cambiano perché i turisti cambiano“, ha spiegato la sudafricana Anita Mendiratta, CEO e fondatore di Cachet Consulting. Per questa trasformazione, i mezzi di comunicazione svolgono un ruolo fondamentale, poiché possono rappresentare grandi alleati nel dare visibilità e pubblicizzare il continente. “Molte volte le persone pensano che sia rischioso viaggiare in Africa, ma il vero rischio è perdersi l’opportunità di conoscerla”, ha affermato.

Gli investitori internazionali e locali sanno bene che le innovazioni tecnologiche rappresentano delle sfide utili per la crescita del settore, soprattutto in Africa, dove le nuove tecnologie hanno rivoluzionato i modi tradizionali di fare business, in un momento in cui la maggior parte delle transazioni commerciali vengono effettuate tramite cellulare.
Siamo nell’era dei Big Data. E’ essenziale disporre di piattaforme interattive. Il 60% della popolazione africana ha meno di 25 anni. Si tratta della generazione dei Millennials che vive a stretto contatto con la tecnologia“, ha spiegato il sudafricano Kwakye Donkor, direttore marketing e della comunicazione dell’Organizzazione Regionale del Turismo del Sud Africa.

Paul Midy, amministratore delegato di Jumia Viaggi, agenzia di viaggi online sudafricana, ha sottolineato la necessità di far fronte al deficit di buoni motori di ricerca dedicati ai viaggi che possano riflettere la varietà di offerte del continente; inoltre è necessario rafforzare la rete wireless. Per questo è importante sostenere la produzione locale di attrezzature e incrementare i centri di innovazione tecnologica in modo da ridurre la dipendenza dalle importazioni elettroniche ed essere autonomi nello sviluppo di tecnologie in grado di sostenere il settore.

Formazione

E’ essenziale sviluppare forme di cooperazione tra il settore pubblico e privato per realizzare progetti di formazione e istruzione dei lavoratori. “Non tutti possono permettersi di pagarsi gli studi. Pertanto è fondamentale sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti”, ha spiegato la direttrice dell’African Association of Professional Aviation, Fadi Noutchemo.

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Non si sta facendo abbastanza per educare le risorse umane. Abbiamo bisogno di persone qualificate. Pertanto i governi dovrebbero mettersi al lavoro per creare più scuole di formazione“, ha aggiunto il direttore dell’ Azalai Hotel in Mali, Mossadeck Bally. La catena ha fondato la prima scuola di formazione per il settore alberghiero a Bamako, l’Ecole Hoteliere Chiaka Sidibe, che ha già formato 60 studenti. “Oggi hanno tutti un lavoro”, ha aggiunto.

L’istituto di Formazione per il Settore Alberghiero e Turistico in Uganda, progetto sostenuto dalla Banca Mondiale, è uno dei più riusciti del continente. “Il turismo è uno dei settori che presenta una crescita più rapida nel nostro paese, per tale ragione questa scuola è al centro delle nostre politiche“, ha spiegato Ephraim Kamuntu, il ministro del Turismo, della Fauna Selvatica e delle Antichità dell’Uganda. “Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto un centinaio di studenti per corso, più donne che uomini, sia tra gli studenti che tra i formatori“, ha aggiunto.

Il governo ruandese sta sostenendo un progetto per la creazione di una scuola alberghiera che dovrebbe aprire le sue porte, secondo le previsioni entro quest’anno. “Possiamo contare sui migliori talenti che giungono nel nostro paese e sulle migliori infrastrutture, ma tutto si gioca e si basa sullo sviluppo del capitale umano locale. Penso che sia importante implementare anche programmi specifici per le donne che devono prendersi cura dei figli e non hanno tempo per studiare“, ha spiegato Sonia Tatar, direttore di Les Roches International, assessore del governo del Ruanda.

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Tuttavia, la sudafricana Johanna Mukoki, fondatrice dell’azienda Travel with Flair, ha riconosciuto che si presentano delle difficoltà per le donne quando si tratta di ottenere finanziamenti e ha chiesto alle aziende e alle banche di mettere a disposizione fondi speciali per loro.

Sicurezza

Oltre a rappresentare il vettore capace di migliorare le condizioni di vita della popolazione e la tutela dell’ambiente, il turismo può convertirsi in un alleato contro il terrorismo, ha sottolineato il ministro del Turismo del Niger, Ahmed Boto.
Abbiamo un potenziale enorme, ma dobbiamo affrontare la questione della sicurezza. Non siamo ancora riusciti a convincere i turisti che possono visitare tranquillamente il nostro paese e ciò rende difficile per noi sviluppare ulteriormente il settore e creare le condizioni per la cura dell’ambiente“, ammette. “Tuttavia, questo settore può creare opportunità di lavoro e allontanare i giovani dal pericolo di cadere nel fondamentalismo“.

Cambiamenti climatici e ambiente

Il turismo può essere un modo per evitare lo spopolamento rurale in Africa“, spiega Fadi Noutchemo, direttore del business development dell’ African Association of Professional Aviation.

Secondo Taleb Rifai, segretario generale del WTO, il problema del cambiamento climatico sul continente è legato alla crescita incontrollata delle città, alle visite dei turisti nei parchi naturali e al bracconaggio. “Benefici economici e sociali possono fungere da incentivo per trovare soluzioni a questi problemi. Nelle città, bisogna creare più posti di lavoro. Nelle zone rurali, programmare interventi con le comunità locali. Devono imparare a prendersi cura dell’ambiente per il loro bene. Non possiamo affrontare il cambiamento climatico senza la loro collaborazione“.

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